mercoledì 20 luglio 2011

I turisti






La canicola del giorno allenta verso le sette di sera e a quel punto nel golfo di case al centro del paese si spalancavano le persiane rosse del palazzo di fondo - più che rosse del viola dell’uva, stinte dalla luce. Seguivano poi le finestre dagli infissi più nuovi.


Le case costituivano una muraglia che alla fine della salita si allargava in un occhiello d’asfalto e dall’arco d’ingresso, più sotto, cominciava da uno stretto corridoio. Erano case alte almeno tre piani, dalle pareti svasate come torrioni, dipinte di rosa tenue, bianco, o lasciate a mattoni.



Su una ringhiera venne a stendere una donna. Uscì dall’ombra della camera e spiegò un asciugamano da mare su cui stavano cucite le teste di quattro grossi girasoli. Indossava un vestito bianco, quasi una camicia da notte, e i suoi capelli bagnati scendevano a perpendicolo in fili separati e pesanti.


Risollevata arrivò al bordo dell’intelaiatura con la testa e le si videro il viso e gli occhi chinati sul cestino delle mollette. Aveva l’abbronzatura inoltrata delle pelli chiare e i capelli biondo scuro: gli zigomi alti e la tensione dello sguardo, quando lo girò intorno, facevano pensare a un apollo femmina, cosa mai vista nei mesi invernali.

Si era appena lavata sotto la doccia e le creme emollienti le avevano smorzato il rossore del sole. Sulle braccia la pelle mostrò le tensioni dei muscoli esercitati dall’aerobica e due mollette verdi pinzarono il tessuto alla sbarra della ringhiera. Ritornata nell’ombra dell’interno lasciò come un'impressione, un profumo balsamico.


Renato Guttuso - Nudo -

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