
D’estate, intorno all’ora di pranzo, c’è Don Matteo.
Due delle tre televisioni che abbiamo in casa lo seguono e l’altra è spenta. Seduto a tavola, lo sento alle spalle e lo vedo di fronte.
E’ forte Don Matteo. Arriva in bicicletta e motocicletta, indossa il giaccone di pelle nero e il basco, la tonaca gli svolazza dietro la sella. Arriva sempre in discesa.
Capisce Don Matteo, gli stati d’animo, con l’occhio azzurro ti confessa appena ti guarda. Diocesi di Perugia, parrocchia Città della Pieve. E’ un dritto Don Matteo, sensibile, sa andare a cavallo, fa il soffritto, restaura i portoni. In canonica ha sul tavolo l’incerata e una coppia maschio e femmina di perpetui, poco alti, bruttini e simpatici, forse sposati, però niente figli.
Risolve i casi criminali. In caserma è amico di Nino Frassica che gli racconta i particolari mentre il maresciallo, d’accento romano, è un po’ invidioso ma brava persona.
Alla fine quando parla viene il sottofondo di violini. La voce è come il brodo in crosta di pane, che anche d’inverno mantiene il tiepido, sopra e sotto, e ti conquista, ti stende. Ti battezza di brodo. Ti cosparge il capo di crosta di pane. Non si mescola Don Matteo, è sempre quello.
E’ il migliore Don Matteo. Le suore sono sempre una bella e una grassa, quella grassa fa ridere ma è in gamba, più sensibile quella bella che gli parla controluce, da santa.
Verso la notte succede un litigio, e uno butta di sotto il fratello – le discussioni succedono vicino ai bordi, vicino ai dislivelli - ma non la fanno a Don Matteo.
Come fa Don Matteo? Che pensa Don Matteo? Alla mano Don Matteo. Bello Don Matteo. Ogni puntata in continuazione Don Matteo.
Il mistero dei cavalli. Il finto frate. Il figlio allo sbando. La droga terribile. A un tratto è tutto chiaro, succede per caso, se lo dicono in piazza, si complimenta l’appuntato, piccolo sorriso del maresciallo e tempestivi dopo la confessione a ritirare il colpevole, quello giusto, vero Don Matteo? Fa di sì Don Matteo.
E’ biondo con gli occhi aperti, ti fa arrestare ma non ti giudica, e sa fare le battute. Don Matteo.
Giorgio De Chirico - Le muse inquietanti - 1975
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