
Corrono dappertutto, ad ogni momento, i podisti.
Circunnavigano il territorio scollinando i versanti dalle zone abitate verso fuori, risalendo borghi stranieri di cui ricordano le strisce bianche della carreggiata. D’estate è il massimo del traffico, nei parchi soprattutto, e nella valle a volte si superano sullo stesso bordo di strada.
Compaiono dappertutto. Podisti.
Tap-tap, le suole gommate sull’asfalto.
Correndo si pensa a respirare, ad allargare il torace, dopo un po’, con l’allenamento, si deve poter raggiungere uno stato in cui quello che c’è intorno non conta e potenzialmente si va all’infinito, come mettere la folle, sentire una discesa e il corpo per inerzia, anche in salita.
A notte gli animali riprendono la loro zona, i gatti che hanno sonnecchiato si appostano ai ciglioni con le zampe sollevate pronti per tuffarsi nell’erba, sopra quello che hanno scovato. La civetta si dimentica dei fari e gli fa poco effetto, appollaiata sulla strada, che ti fermi la di fianco: una scultura perentoria, matriosca di basalto, il muso di lucerna. La volpe è abituale e ripara con un salto lasciandoti la punta della coda da guardare. La strada che faccio ogni notte per tornare a casa ha le sue ricorrenze.
Attento pulcino! dice Germano sul sedile passeggero. Perché scendono sulla strada? E si volta a guardare la civetta che abbiamo sorpassato.
Non deve sembragli un brutto posto, dico io.
E’ perché non sono mai state sotto una ruota, dice Germano.
Lui scrive sul telefono io alzo e abbasso i fari, passo le mani sullo sterzo. I podisti sono la stessa cosa, la ricorrenza. Cascasse il mondo devono cercare di passare sotto casa mia per la stessa ora, altrimenti è inutile. Guardo l’invasione delle piante sui lati del percorso, spesso ho provato a imitare i versi delle civette soffiando nella mano a tromba; una volta mi hanno risposto, contrappunto.
Forse c’è qualcosa da mangiare sulla strada, dico.
Cosa mangiano le civette?
Piccoli topi, piccole cose.
Ma lo sai di preciso?
No, i topi devono mangiarli però, sono abbastanza sicuro. Che ore sono?
Un quarto alle due.
Ti immagini dietro la curva troviamo un podista.
Che?
Uno che corre.
Certo, magari il figlio di Ivo, fa le maratone lo sai?
O Johnny.
Guarda la volpe!
Vista!
Ruggero Savino - Tree - 2009
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